| Il perché di un nome Accingendomi a compilare questa nuova sezione ho pensato a lungo al nome da dargli. In un primo momento, avendo un gruppetto di lettere scritte da militari negli anni 1915-1919, avevo deciso di chiamarla Lettere dal fronte, bello ma un po' troppo "inflazionato" e forse anche "riduttivo". Certo le lettere erano belle ma (per ora) poche per giustificare l'apertura di una nuova sezione. Allora ho guardato un po' in giro e mi sono accorto che c'erano altri documenti interesanti come: lettere scritte da e a emigranti, diari di guerra, registri contabili ecc., che potevano arricchire la sezione di contenuti. A questo punto avevo una mezza idea di chiamarla La memoria nel cassetto, intrigante quanto basta da stimolare la curiosità, ma il cassetto non era esattamente il posto dove venivano conservati i vecchi ricordi (fotografie, lettere ecc.). Dove si custodivano allora i ricordi ... la scatola! ma certo nella scatola, di cartone – una scatola da scarpe, di quelle di una volta, bianca patinata – o di legno naturale, con cerniere e chiusura in ottone, oppure ... una bellissima scatola di latta dei biscotti, colorata e a prova di topo. Una scatola come quella dei "Biscotti Plasmon" dove erano riposte le nostre foto e che mia madre prendeva, quando non volevo mangiare, per imboccarmi mentre ero distratto dalle foto. In altre scatole (uguali) erano conservati i documenti importanti (de cunseghensa) ... la nostra memoria. Finalmente avevo trovato un nome per questa sezione: Le scatole della memoria! |
| Nota circa la trascizione dei documenti I documenti trascritti sono stati "minimanente" corretti nell'ortografia (ad esempio "cugino" invece di qugino", "in me" invece di "imme" ecc.) e nella punteggiatura in modo da renderne la lettura scorrevole e comprensibile. |
![]() Memorie di un parroco Cronache di guerra Ricordi di emigranti Quando andavamo col mulo ![]() |
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Cartolina postale 1 - 2Timbro postale: 28/07/1909 - Pallanza / 29/07/1909 - Bordighera Mittente: Giovanni Viale (Giuà Giuà) Destinatario: (suo padre) - Al Signor Viale Giuseppe - Bordighera per Soldano - Provincia Porto Maurizio Pallanza li 27 luglio 1909 Cari Genitori, vi scrivo questa cartolina per farvi sapere che sono ritornato dal campo e me l'ho passato discreto ma è stato molto faticoso e si è fatto molto lavoro e durante il campo è piovuto 6 giorni e mi toccava a dormire sopra la terra umida e l'abbiamo per 3 giorni di fila addosso, o tanta che non potevamo più nemmeno camminare, ma vi posso dire che è l'ultimo che abbia fatto e sono passati e bene o male e non ne faccio più e sono rimasti 41 giorni e dopo son borghese per sempre, che gusto che piacere quando mi troverò col mio congedo alla mano. Vi fo sapere che durante il campo vi ho scritto una lettera, io non ho più avuto nessuna risposta di niente, dunque fatemi sapere se l'avete ricevuta si o no. Mi farete sapere se la madre si alza già da letto che io è tanto che non so più niente e sono sempre in pensiero. Non ho altro, ho bisogno dei soldi che sono rimasti 41 giorni e vorrebbe stare un po' più bene. Addio Viale Giovanni |
Cartolina postale 1 - 2Timbro postale: 22/06/1915 - Posta Militare 9.a Divisione Mittente: soldato Amalberti Giovanni - 3° Reggimento Artiglieria da Montagna - 25.a Batteria zona di Guerra Destinatario: Signorina Maccario Maddalena di Stefano - Bordighera per Soldano - Provincia Porto Maurizio 21 giugno 1915 Cara cugina, oggi con gran piacere ho ricevuto la tua cartolina ed accuso in me una gran consolazione leggendo le vostre buone notizie. Dandoti delle mie notizie, io di salute sto benissimo, come pure spero anche questa mia cartolina ti troverà te e tutta la tua famiglia in perfetta salute. Tu mi dici che al nostro paese non c'è più nessun divertimento perché non c'è più gioventù, quello lo credo ma però fatevi coraggio anche voi che io non tornerò tanto presto perché ci ho ancora tanti mesi da fare. Ma questi poveri vecchi richiamati speriamo che torneranno presto alle sue case, per poter aiutare le sue famiglie. Dunque anche te fatti coraggio non pensare mai a noi che siamo qui per servir la Patria, che se Dio vuole torneremo presto alle nostre case e si porterà la vittoria. Dunque ora vicinandosi alla bella festa di San Giovanni Battista io non so che dirvi altro che augurarti a te e alla tua famiglia buona festa di San Giovanni in pace. Dunque per ora non ho altro da dirti che salutarti. Ricevi i più cordiali saluti, una buona stretta di mano per te e per tutta la tua famiglia dal tuo cugino Amalberti Giovanni. Tanti saluti per il nostro zio Filippo e per tutta la sua famiglia. Addio. scritto sul retro della cartolina quasi come un post-scriptum Quando vai nel Vicolo Chiuso mi farai tanti saluti a tutti i miei di casa e a tutti quelli del Vicolo Chiuso. Mi farai tanti saluti al tuo cugino Maccario Pietro Dignà e altri tanti a Cuca ¹. (¹) Maria Amalberti detta a Cüca. |
Lettera 1 - 2Timbro postale: Mittente: Maccario Pietro Destinatario: sua cugina [Maccario Maddalena?] Il 31 luglio 1915 Cara cugina, subito che ho ricevuto la tua lettera e poi, il giorno 30, ho ricevuto ancora una cartolina con una Madonna, e sono restato molto contento al sentire delle tue notizie, che state tutti bene di salute, come pure è di me stesso. Ma però questa notte mi è successo una combinazione, mentre si era di piccolo posto, verso le 10 di sera, viene una squadra che saranno stati da otto a dieci austriaci a sparare ma noi li abbiamo visti, ci abbiamo subito sparato e loro sono tornati indietro. Lì dove mi trovo adesso siamo messi lì per sorvegliare che non si avanzino e intanto dalle altre parti vanno avanti e sono già da circa 10 giorni che mi trovo su queste montagne che ci fà molto freddo perché c'è ancora la neve adesso e non c'è niente da mangiare. Termino di scrivere perché sono stato tutta la notte di piccolo posto e adesso ho voglia di riposare un momento. Fammi tanti saluti al ciabatin e a tutta la mia famiglia, allora io non ho altro a dirti che salutarti e dandoti un stretto abbraccio mi dico sempre tuo cugino Maccario Pietro. |
Lettera 1 - 2 - 3 - 4Timbro postale: 28/08/1915 - Posta militare - Uff. Intend. II Armata / 01/09/1915 Antibes Alpes Maritimes Mittente: Anfosso Giobatta (Bacì de l'Arimà) - Reggimento Bersaglieri - 22 Battaglione salmieri - Stato Maggiore Destinatario: Alla signora Viale Cristina - Proprieté Simon - quartier de Luovet - Antibes - Francia - Alpes Maritime 25 agosto [1915] Carissima moglie Vengo a te con questa mia onde farti sapere delle mie notizie, io mi trovo in buona salute come spero che sarà il simile di te stessa. Mi scuserai se ti scrivo con questa carta che non è troppo adatta, ma ancora grazie ad averla, è carta che ho trovato in mezzo al bosco che l'ha persa i austriaci. Parlandoti di me sto benissimo ma però mi trovo continuamente fra mezzo ai boschi dove [non] ci è altro che piante selvatiche e rocce e ci sono rovi a volontà. I proietti fischiano giorno e notte ma ormai non li fò più attenzione perché ci ho preso già l'abitudine, cioè quando sentiamo fischiare quei proietti di cannone austriaci me e i miei compagni cominciamo a dirci uno con l'altro "senti il treno arriva, pronti si parte" poi si ride uno con l'altro. Adesso ti parlo un poco dei ritratti. Quando sono partito da Savona per il fronte non erano ancora finiti, allora ho incaricato Silvio di prenderli, dunque spero che adesso saranno a Soldano, perciò tu devi scrivere a tuo padre e dirci che ne parli a Silvio poiché se sono a Soldano te ne mandi 2 uno per te e uno lo darai a Monsieur Simon, ne ho fatto fare 6. Domani scriverò anch'io una lettera a casa e ci parlerò anch'io dei ritratti, nel stesso tempo che ti scrivo a te scrivo anche una lettera a Monsieur Simon, mi farai un poco sapere se la riceve. Mi dirai pure quanti chili di patate hai ritirato, mi darai un poco notizie di Pole Bruschi, se si trova sempre in buona salute, ci dirai a sua moglie che quando ci scrive ci faccia tanti saluti da parte mia, mi darai pure notizie di mio padre, se i suoi padroni sono venuti, mi dirai un poco quanto è che avete ricevuto notizie del mio fratello Pietro perché me ci ho già scritto 3 volte ma non ne posso avere notizie, dunque farai tanti saluti a ... e mi dirai un poco in che condizioni si trova la mia bicicletta, fai attenzione che la tenga bene, quando ha qualche cosa che non va che ce lo faccia cambiare. Per ora non mi resta altro a dirti solo che a salutarti di vero cuore inviandoti milioni di baci mi dico per sempre il tuo affezionatissimo marito Anfosso G. Per rendere leggibile questa lettera abbiamo corretto l'ortografia, in particolar modo l'uso improprio delle doppie (molte parole hanno la doppia vocale all'inizio (ad esempio "ssapere" o "ssarà" invece di "sapere" o "sarà"), per il testo originale si vedano le foto della lettera. |
Cartolina postale 1 - 2Timbro postale: 08/09/1915 - Ufficio Posta Militare - 8. Divisione Mittente: Giovanni Battista Anfosso (Bacì de l'Arimà) Destinatario: Alla signora Viale Cristina - Proprieté Simon - quartier de Luovet - Antibes - Francia - Alpes Maritime Saluti da tuo marito |
Lettera 1 - 2 - 3Timbro postale: Mittente: soldato Maccario Pietro - Battaglione di Istruzione - Caerano di San Marco, Provincia di Treviso Destinatario: suo padre Il 7 - 10 - 1916 Caro padre, Mi affretto a scrivervi questa mia lettera avendo letto ieri sopra il giornale che chiamano delle classi sotto le armi e avrei molto piacere che mi dicesti un po' voi se siete anche in quelle classi che chiamano perché il 76 avrebbe 40 anni passati. Dunque caro padre io vi dico di farmelo sapere con una lettera, non sono nemmeno sicuro di riceverla più qua dove sono, ma ci hanno detto che se non ci sono più me la mandano al corpo. Dunque fatemi questo piacere di farmelo sapere subito appena ricevete questa mia lettera. Vi ho scritto pure una lettera ieri ma siccome non avevo letto ancora questo articolo e per questo che vi scrivo di nuovo oggi. Io caro padre sto bene di salute come spero sarà anche di voi tutti in famiglia e anche del mio fratello Paolo, fatevi sempre coraggio, come me ne faccio io, e presto ci vedremo e potremo bere un bicchiere insieme. Dunque io tralascio di scrivere salutandovi tutti voi in famiglia e dandovi una stretta di mano mi dico vostro figlio Maccario Pietro. Saluti a tutti i parenti e quelli che domandano di me. Arrivederci a presto presto. Sopra la busta mettete pure il vostro indirizzo che così se va persa vi ritorna a voi ma non dalla parte dove mettete il mio indirizzo, alla altra parte mettete il vostro. Arrivederci a presto presto. Questo è il mio indirizzo Al soldato Maccario Pietro, Battaglione di Istruzione, Caerano di San Marco, Provincia di Treviso, zona di guerra |
Cartolina postale 1 - 2Timbro postale: 06/11/1916 - Posta Militare 20° Corpo d'Armata - 3° Reggimento Artiglieria da Montagna - 72.a Batteria zona di Guerra Mittente: soldato Amalberti Giovanni - 3° Reggimento Artiglieria da Montagna - 20. Corpo d'Armata raggruppamento alpino - 72.a Batteria zona di Guerra Destinatario: Signorina Maccario Maddalena - Bordighera per Soldano - Provincia Porto Maurizio 5 - 11 - 16 zona di guerra Cugina carissima, con gran piacere ho ricevuto la tua lettera. Intesi il buon stato di vostra salute come pure il simile di me. Mi dispiace non poterti scrivere a lungo causa poca comodità. Ma coraggio sempre. Saluti e baci per te e famiglia da tuo cugino Giovanni. A presto. |
Cartolina postale 1 - 2Timbro postale: 25/05/1917 - Posta Militare Ufficio C.L. - 3° Battaglione zona di Guerra Mittente: soldato Amalberti Giuseppe - Bersaglieri ciclisti - 3° Reggimento zona di guerra Destinatario: Gentilissima Maccario Maddalena di Stiene - Bordighera per Soldano - Provincia di P.M. Ligure zona di guerra 23.5.17 Cara cugina, arrivo con questa mia cartolina per darti delle mie notizie che di salute sto molto bene come spero che sarà il simile di voi tuti di casa. Io per ora in linea non mi ci trovo ancora e speriamo che sia niente di bisogno di noi e speriamo che presto sia una fine che n'abbiamo di bisogno tutti. Cara cugina, per ora non ho altro che salutarti e mandarti un bacio mi dico sempre tuo affine cugino A.G. saluti per tutti salutami le cugine Marina sua sorella tutti di casa addio addio. Dimmi un po' cosa fa la mia cara Maddalena. |
Lettera 1 - 2- 3- 4Timbro postale: Mittente: Maccario Pietro Destinatario: sua cugina [Maccario Maddalena?] Il 8 - 7 - 1917 Carissima cugina, con molto piacere ricevei la tua cara e tanto per me gradita cartolina e sono rimasto molto contento. Io cara cugina sto bene di salute come spero sarà anche di te e della tua famiglia. Cara cugina io era già molto tempo che non ricevevo più tue notizie e le aspettavo tutti i giorni e ti aspettavi delle mie. Mi dici che mi hai scritto due lettere e aspettavi una mia risposta e io sempre che ho ricevuto le tue lettere oppure cartoline io ti (ho) risponduto subito e vuol dire che quelle due non l'ho ricevute. È già due giorni che io mi trovo in riposo in un piccolo paese vicino al fronte e non ci sono nemmeno borghesi in questo paese e per questo che ti scrivo senza francobollo. Ti volevo scrivere una cartolina ma siccome tante volte tardano a venire così ho pensato di scriverti questa lettera che dicono che vengono più presto che le cartoline che mi dà il governo. Ieri ho pure ricevuto una cartolina dal mio cugino Conte Pietro e mi dice che sta bene di salute e anche di quello ne sono molto contento e ci ho subito risposto. Cara mia cugina non vedo l'ora e il momento di poter venire in licenza da potere passarsi qualche bel giorno insieme ma presto devo venire perché siamo solo più una quarantina in tutto da mandare e in questo mese credo che ci mandano tutti, vuol dire che quel giorno non deve essere più lontano. Quelli che sono venuti adesso alla mia compagnia sono tutti della classe del 98 e sono come tanti bambini, poverini anche loro ma speriamo che presto venga la pace tanto da tutti desiderata. Adesso termino il mio scritto salutandoti di vero cuore e dandoti un forte abbraccio, mi dico il tuo per sempre cugino Maccario Pietro. Sempre ti penso e sempre ti ricordo Angelo mio. Arrivederci a presto presto. Ti scrivo senza francobollo perché qui non se ne trova. |
Lettera 1 - 2Timbro postale: Mittente: soldato Maccario Pietro - Carceri giudiziarie di Nicosia provincia di Catania Destinatario: sua cugina [Maccario Maddalena?] 22 - 8 - 1918 Carissima cugina Con grande piacere ricevetti oggi stesso la tua cara e desiderata lettera e sento che state tutti in buona salute di cui ne sono rimasto molto contento, come pure ti posso assicurare di me stesso. Sono già tre lettere che ricevo da te cara cugina e sento in tutte tre delle buone notizie il più che mi dispiace per quelli miei compagni che si trovano ancora a casa il dispiacere che ho io di suo povero padre e di loro stessi ma speriamo che andrà bene per tutti quanti e sento pure che mi dici che gli altri due si sono presentati. Giorni or sono ricevei una lettera del mio cugino Conte Pietro e mi dispiace di non poterci scrivere dunque ti prego di dirci che l'ho ricevuta e farci tanti saluti da parte mia. Per quanto mi parli sulla tua lettera del denaro che mi hanno mandato i miei genitori l'ho ricevuto e ci ho scritto che l'ho ricevuto e credo che a questa ora avranno ricevuto la lettera mia. Ho pure sentito su una lettera che mi hanno mandato che hanno fatto la domanda di grazia e pure io di qua l'ho fatta e spero che presto mi verrà concessa, dunque ti prego di farti coraggio te e pure la mia famiglia e parenti tutti. Sono pure molto contento che mi dici sulla tua lettera che hai mandato l'indirizzo a Dignà, sono molto contento di quello e ti prego una cosa che mi sono scordato io quando ero a casa io a casa ho lasciato dei libri che sono suoi di Dignà, dunque fa il favore di dire a mio fratello che te li dia o puramente che ce li porti lui a suo fratello Costantino e se non ce li dà lui fatteli dare te e dirci a mio fratello che t'ho dato il permesso io e farceli avere subito, ti prego per favore questo piacere di farmelo. Pure oggi ho ricevuto una cartolina dalla mia cugina Efisia e ne sono dispiaciuto di non poterci scrivere oggi stesso ma appena posso ci scrivo subito anche a lui, dunque ti incarico te stesso di farci tanti saluti da parte mia. Come pure sono contento che mi dici che a casa vi fate tutti coraggio anche io me ne rallegro di questo e pure io mi fò coraggio tanto tanto. Giorni sono ho pure ricevuto una cartolina dalla mia cugina Rina ma ci ho scritto una lettera che è pochi giorni e credo che la riceverà anche lui, mi dispiace tanto di non poter scrivere a tutti ma le mie notizie credo che le saprete sempre lo stesso. Dunque il più che mi raccomando di farti sempre coraggio e non pensare a me che io sto bene. Dunque sempre coraggio. Mentre scrivo questa lettera mi hanno dato due cartoline e così rispondo alle mie altre due cugine che sarebbero Efisia e Rina. Dunque adesso termino il mio scritto salutandoti di vero cuore e inviandoti tanti baci e a dirti la verità notte e giorno penso sempre a te mia cara cugina e spero che presto verrà quel giorno di poterti avvicinare a te, saluti e alla mia famiglia e appena ricevi questa lettera dirci che ho scritto. Saluti e baci ai parenti tutti, saluti a Bacicin e Nino, saluti a Fiorina e infine saluti a tutti quelli che domandano di me. Questo è l'indirizzo soldato Maccario Pietro carcere giudiziarie di Nicosia Provincia di Catania. |
Cartolina postale 1 - 2Timbro postale:1/10/1918 Bordighera Mittente: soldato Maccario Pietro - Carceri giudiziarie di Nicosia provincia di Catania Destinatario: Signorina Maccario Maddalena - Salita dottor Viale - Provincia Porto Maurizio, Bordighera, Soldano Il 20 - 9 - 1918 Carissima cugina Con questa mia vengo a dirti che giorni or sono ho ricevuto la tua cara lettera che portava la data del 10 e pure la cartolina del 12 e ti ringrazio tanto del bene che porti sopra di me benché sia lontano da te cara mia cugina vedo proprio che ti ricordi sempre di me. Mi scuserai tanto tanto se ti scrivo questa cartolina invece di scriverti una lettera ma abbi pazienza mia cara cugina che tutto quello che posso lo faccio pure io per scrivervi a voi. Sento che mi dici che se posso ricevere i libri me li mandate ma non ne ho bisogno per ora e ti ringrazio tanto tanto. Oggi stesso ho pure scritto a mio Padre. Saluti e baci cara cugina sono il tuo caro cugino Pietro. Soldato Maccario Pietro Carcere giudiziarie di Nicosia provincia di Catania |
Lettera 1 - 2Timbro postale: Mittente: soldato Maccario Pietro - Carceri giudiziarie di Nicosia provincia di Catania Destinatario: sua cugina [Maccario Maddalena?] 5 - 12 - 1918 Carissima cugina Oggi stesso vengo a te con questa mia per darti delle mie buone notizie. Io la mia salute è ottima come spero sarà pure di te e della tua cara famiglia. Come pure della mia, non è vero? e dei parenti tutti. Giorni or sono ricevetti una lettera dalla mia cugina Rina e mi diceva che il giorno 24 partiva per il collegio, di quello me ne dispiace perché mi dice che non potrà scrivere. Il giorno medesimo ricevetti lire 20 dal mio babbo e ti prego a ringraziarmelo tanto tanto ti prego a dircelo appena ricevi questa mia che ho ricevuto la lettera della mia cugina Rina e il vaglia dal mio babbo da lire 20. Carissima cugina credo non ti offenderai se non ti scrivo tanto sovente perché saprai che non si può scrivere più d'una volta ogni 8 giorni ma guarderò di scriverti più spesso che posso. Ti prego appena ti giunge questa di farmi sapere notizie del mio caro amico Nino mio vicino e del suo fratello Bacicin e di dirci alla sua famiglia che quando ci scrivono che me li salutino tanto tanto. Cara cugina ti prego di rispondermi appena ricevi questa mia e farmi sapere qualche cosa di nuovo e che dicono di bene per me ti prego cara cugina di farmi sapere qualche cosa ora che c'è la pace e se sai qualche cosa del mio cugino Giovanni se si trova già in Italia o pure è ancora in Austria ma credo che si troverà già in Italia. Spero che adesso che è venuta questa pace questi giovanotti saranno tutti contenti non è vero? almeno potranno dire che qualche giorno il suo caro potrà ritornare nelle sue care braccia, non è vero? Coraggio cara cugina che pure io spero venire fuori presto come già vi spiegai su altre lettere che io ho già passato la visita e questa è una visita per vedere se mi trovo in ottimo stato di salute per poter viaggiare. Le domande che noi abbiamo fatto sono state tutte accettate e spero presto verrà quel giorno così sospirato da poter venir fuori e che bel giorno sarà per me quello. Dunque cara cugina coraggio e non pensate a me che io sto bene e presto sarò tra le vostre care braccia. Termino il mio scritto con la penna ma il mio cuore palpita nel trovarmi così distante da te. Ti saluto caramente e ti invio mille baci sono sempre il tuo caro cugino Pietro. Soldato Maccario Pietro Carcere giudiziarie di Nicosia provincia di Catania. Pronta risposta. Saluti alla mia cara famiglia saluti amici e parenti e tutti quelli che domandano di me. |
Lettera 1 - 2Timbro postale: Mittente: soldato Maccario Pietro - Carceri giudiziarie di Nicosia provincia di Catania Destinatario: sua cugina [Maccario Maddalena?] 12 - 1 - 1919 Carissima cugina Vengo con questa mia per darti delle mie notizie. Io mi trovo in ottima salute come spero sarà di te e di tutta la tua famiglia come credo sarà pure della mia famiglia. Non è vero? Giorni or sono ho ricevuto una tua lettera e era già molto tempo che non avevo più tue notizie e te mi dici che tutte le settimane mi scrivi, forse sarà ritardo della posta. In questi giorni ho ricevuto due cartoline dalla mia cugina Rina e sulla quale su una scriveva pure il mio caro cugino Giovanni e mi diceva che era in licenza per 15 giorni e di quello ne sono molto contento e ti prego di contracambiarci i saluti da parte mia, avrei scritto a lui ma siccome quando arriva questa sono sicuro che lui non si troverà più a casa perché sembra che ci mettino un po' di tempo, come pure ti prego a salutarmi tanto la mia cugina Efisia che pure lei mi ha mandato i saluti sulla medesima cartolina. Sulla altra cartolina sentì che i miei genitori mi hanno spedito il pacco contenente 5 pacchetti tabacco, cartine 3 e fichi sechi e uva così sono due che ne ho in viaggio, per ora non mi spedite più pacchi che se mi abisogneranno scriverò di nuovo. Ti prego appena ricevi questa di dirci alla mia cugina Edaleisa se ha ricevuto la lettera che ci spedì il 19 del mese scorso, spero l'avrà ricevuta, ti prego a farmelo sapere appena ricevi questa. Sento sulla tua lettera che mi da delle buone notizie e capì tutto quello che mi hai spiegato sulla tua cara e tanto per me desiderata. Voglio pure sperare che i miei compagni staranno sempre bene e ti prego a salutali se puoi. Quello ch'io ti raccomando è di farti sempre coraggio e non pensare a me che ben presto sarò nelle tue care braccia come pure dircelo ai miei genitori, Io cara cugina per quello che mi dici del processo fin'ora non ne so niente e se avrò a sapere qualcosa te lo farò subito sapere. Sono molto contento che il mio cugino Giovanni sia un po' venuto in licenza e sarà stato molto contento nel ritornare nelle nostre posizioni come pure presto ritornerò pure io dunque sempre coraggio. Ora termino il mio scritto salutandoti di vero cuore e dandoti un stretto abbraccio sono il tuo indimenticabile cugino Pietro, il mio cuore palpita nel trovarmi così distante da te ma presto verrà quel bel giorno che potrò venire nelle tue care braccia. Saluti alla tua cara famiglia, saluti alla mia e a tutti i parenti sempre sono il tuo per sempre cugino Maccario Pietro. Soldato Maccario Pietro Carcere giudiziarie di Nicosia provincia di Catania. Scusami se ti scrivo senza bollo mancando di bolli. Arrivederci presto presto. |
Cartolina postale 1Timbro postale: Mittente: soldato Amalberti Giovanni Destinatario: sua cugina [Maccario Maddalena?] Voltri il 12 - 2 - 1919 Carissima cugina. A te annunciandoti l'ottima mia salute, come pure spero e auguro a te e tutta famiglia. Mi scuserete se quando stetti a casa non venni a trovarti, come sai venni per si tanto poco tempo che non potei far visita a tutti. Ma spero ancor rivenire in breve e guarderò di far meglio, sentii che anche te ti levavi da letto dunque or ti spero e ti auguro in perfetta salute. Io da parecchi giorni mi trovo a Voltri, qui si sta anche meno male, si principiò pure a lavorare per smontare i cannoni, tu vedessi che lavori tanto belli, li prendiamo per divertimento. |
Lettera 1 - 2Timbro postale: Mittente: Luisa Maccario (Luigina) - Buenos Aires Destinatario: Luigi Maccario fu Giacomo (Lui de Feripu) - Ventimiglia per Soldano - Provincia Imperia - Italia Buenos Aires il 17 - 6 - 1949 Carissimo Nipote e famiglia, ti rispondo alla mia cara lettera da me ricevuta pochi giorni fa, la quale mi portava tue buone notizie insieme alla tua famiglia, che grazie al cielo godete buona salute come per il presente è di me, solo che qui adesso si comincia il Crudo Inverno, già fa un po' freddo, pioggia, gli alberi già non hanno foglie, infine, triste come sempre è questa stagione. Ieri giorno di Corpu Cristo sono andata alla processione dopo mezzogiorno, che fanno tutti gli anni, una belli(ssi)ma processione, si fa il giro della Piazza detta Piazza di Maggio, è una piazza più istorica di Buenos Aires, ci sono le principale case, si trova la chiesa Cattedrale, la casa del Governo e la banca della Nazione, il Cabildo ¹, il palazzo arzobispale ², infine è grande e bella e si fa il giro della piazza con il Santissimo che lo porta il Cardenal Capello, à come mi sono ricordata del mio paesello, mi pareva di vedere Giustina delo Dulindo con il suo nipote Giuseppe figlio di Rusaria, che sempre erano i primi a mettere i lenzuoli ³, dopo Teresa de Mauli e infine tutte queste cose e questa grande processione era proprio emozionante, e fa pensare tante cose, e allora viene giù le lacrime che ti lava la faccia, senza pensare caro Luì in questi giorni non so se mi vedrai vecchia più che sono, ma avevo tante lettere dei miei fratelli e sorella che mi son messa a leggerle e a romperle anche se mi tremavano le mani ma tanto sono tanto lontane che un giorno deve essere così. E allora mi feci ancora questo piacere di leggere tutte queste cose che hanno tanti anni e mi scuserai ma questa del tuo caro Padre mi è venuta la idea di mandartela che mi pare tanto carina e pure allegra che anche fa ridere ... povero Giacomo che tanto mi facevano piacere le sue lettere che sempre mi facevano ridere, infine pazienza, vi desidero a tutti una bella stagione di tutti frutti e verdura e saluti a tutti e felice feste di tutta la bella stagione, i miei sinceri saluti alla tua Mamma, a Rusina e Marianin, un forte abbraccio dalla tua zia e Madrina Luisa, ancora tanti baci insieme a Luisa e tue figlie e il piccolo. (¹) Il Cabildo era il consiglio amministrativo coloniale spagnolo che governava un comune, probabilmente qui sta ad indicare il palazzo del Comune o gli edifici amministrativi del comune. (²) Parola in spagnolo = arcivescovile. (³) Tradizionalmente a Soldano il giorno del Corpus Domini si facevano addobi con le lenzuola, altarini e "chiesette" lungo il percorso della processione, come qui. Allegata a questa lettera ce n'è una era stata inviata a Luigina da suo fratello Giacomo nel 1928 per informarla delle nozze di suo figlio Luigi. La lettera era stata scritta solo a nozze avvenute perché – dice Giacomo – sono afari che se non sono fati domani si puosono rompere. Quando Luigina rilegge la lettera tanto carina e pure allegra che anche fa ridere anziché "romperla" come le altre la manda al nipote Luigi per fargli vedere come suo padre (morto da un anno) descriveva il suo matrimonio. 1 - 2 - 3 - 4Soldano li 28 otobre 1928 ¹ Cara sorela io vengo con questa letera per farti sapere le nostre notizie, io grazindo Idio stiamo tutti bene come speriamo il simile di te. Cara sorela adeso ti parlo dei nostri sposi che sono malidati il giorno 14 otobre e siamo tutti contenti, ma contenti tanto da una parte come dall'altra, tutti veramenti contenti e basta. Senti cara sorela se apresa una giovane che, a dito dal tuto il paese, è la meglio giovane del paese, a l'è bela e asperta e asbiglia e ha tuto con ela non ci manca niente e basta. I soldanesi sono tutti arestati con una manà di mosche e basta, puoi acapire. Senti cara sorela io te l'averia già mandato a dire più presto ma tanto ti sai i sono cose che se io non n'era preciso non diceva niente perché sono afari che se non sono fati domani si puosono rompere perché anche te lu puoi sapere non si sa mai cosa può socede dunque io prima di fartelo sapere io mi sono asicurato, dunque tutto va bene e sono tutte due bravi e si vogliono bene e vanno dacordo e speriamo che Idio gli aiuti e che ugualmente la salute e puoi tuto va bene e bene perché [aresta?] un afare veramenti dacordio tutti tanto noi come eli tutti contenti. Cara sorela si ha preso la figlia de Luì de Ciun e de Rusina e basta, tutti in salute e tuti in gamba e alerta noi e eli li sposi tutti in gamba fino che Idio ne mantiene salute e tuto e tuto va bene. Cara sorella ci hanno afitato la casa di bonarima de Davide ci hanno 3 stansie e la cucina ci stano benisimo siche pagano una somma un poco grosa ma bene sono int'in belo posto e paga L. 500 all'anno e si che me dirai che allè in poco alta adosu ma tanto che vuoi non ne ho atrovato altre e gira e regira bisogna che sia andato a picare lì e che vuoi bisogna avere pasiensa ancura buona che ce l'ho atrovato e basta. Cara sorela io non mi resta altro a dirti che salutarti di vero cuore io tutta la famiglia, moglie e figli tutti di famiglia e te sta sempre contenta e non pensare a niente fatti coragio sempre e basta. Adio adio portati bene e sono il tuo fratelo Maccario Giacomo. (¹) In questa lettera siamo intervenuti minimamente sull'ortografia (come ad esempio la divisione di parole scritte attaccate) in modo da renderla comprensibile. Per non snaturarne la "genuinità" abbiamo invece lasciato invariate le parole e le espressioni dialettali (compreso l'intercalare "e basta" che Giacò de Feripu ripeteva spesso quando parlava). Per chi conosce il dialetto si vede benissimo come la lettera sia "pensata" in dialetto e poi "tradotta" in italiano, un po' come quando noi dobbiamo scrivere in una lingua straniera che prima pensiamo la frase in italiano e poi la traduciamo. Per la traduzione delle parole in dialetto si veda il dizionario. |
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