Dialetto e cultura popolare

Il dialetto

Proverbi, modi di dire e filastrocche
L'agricoltura, la meteorologia e l'anno
Le superstizioni e i pregiudizi
L'amore e la famiglia
Proverbi vari e modi di dire
Domande e risposte
Filastrocche

Racconti e poesie

Dizionario Soudanlu-Italiano

Ricette tradizionali


Il dialetto

Il vento della globalizzazione sta per "spazzare via" i dialetti locali, questione di pochi decenni e del dialetto rimarr solo un ricordo. Inutile tentare di opporsi o "remare contro" la corrente troppo forte, qualcuno potr resistere un po' di pi ma ormai il destino segnato; d'altra parte sono scomparse lingue ben pi diffuse come il latino.
I dialetti sono in rapido regresso rispetto alla lingua perch i modi di vita, le attivit umane, le culture espressione del dialetto stanno scomparendo(). Fino agli anni '50-'60 a Soldano eravamo quasi tutti dialettofoni primari (cio avevamo imparato il dialetto come prima lingua e l'italiano soltanto dai 6 anni con l'inizio della scuola dell'obbligo); ormai da parecchi decenni non nascono pi dialettofoni primari e le generazioni del terzo millenio conoscono solo poche parole dialettali (quando le conoscono) e non saranno certo in grado di trasmettere il dialetto ai loro figli.
Dai risultati di un'indagine fatta in Liguria nel 1989 sui bambini nati nel 1980 risultato che i dialetofoni attivi (quelli che parlano il dialetto della propria area) erano solo il 19,53% (a Ventimiglia il 6,6%), concentrati prevalentemente nei paesi dell'entroterra(). Quindi, anche volendo introdurre il dialetto nelle scuole, o in altri modi, se questo non viene parlato quotidianamente in casa, con gli amici, nell'ambiente lavorativo non potr pi essere una lingua viva, come stato per il passato, ma rimarra una sorta di lingua straniera, "infarcita" di italianismi e che avr comunque perso una delle peculiarit che avevano i dialetti: la differenza di pronuncia e d'inflessione anche per le parlate della stessa area, per localit a pochi chilometri di distanza una dall'altra, per quartieri diversi dello stesso paese.
Per far si che, con la scomparsa del dialetto come "lingua parlata", non si perda anche una parte della nostra cultura e delle nostre radici, raccoglieremo qui tutto il materiale dialettale ad iniziare da proverbi, modi di dire e filastrocche (inserendo ove possibile anche l'audio in modo da far sentire anche la pronuncia), per continuare poi con un vocabolario e tutto il materiale che riusciremo a reperire (lettere, canti ecc.).


() G. BARBERI SQUAROTTI, Not with a bang but a whimper, in Poesia e narrativa del secondo novecento, Milano 1967.
() F. GALLEA, Risultati di un sondaggio sul dialetto in Liguria, in Dialetto lingua viva. Atti del convegno, Genova 26 maggio 1991, Genova 1993.

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Proverbi, modi di dire e filastrocche

La maggior parte dei proverbi, modi di dire e filastrocche stata raccolta da Fulvio Conte (cui si deve anche il commento) nella seconda met degli anni '70, la collezione stata poi integrata col materiale pazientemente raccolto nel corso degli anni da Giulietta Maccario, presso gli anziani del paese, e da Giuseppe Anfosso.

La grafia

= u come nel francese "mur" = o anteriore o turbata (eu francese) x = x fricativa palatale sorda (j francese)
s = s di "sale" = s di "rosa" j = i consonantica intensa (i italiana di "iena")
= e aperto di "erba" = e chiuso di "mela" r = r non vibrante, di articolazione palatale o velare
= s fricativa palatale sorda come sc di scena
s-c = s apicale davanti all'affricata c, come in s-cetu 'schietto', s-ciar 'chiarire'; il trattino indica che non si tratta del gruppo grafico sc che rende, come in italiano, la fricativa palatale sorda s di scena
Da notare che le parole tronche sono tali per chiarezza sintattico-grammaticale, ma in realt hanno nel dialetto di Soldano una particolare pronuncia atona molto difficile da trascrivere.
N.B. L'accento ha un valore esclusivamente tonico (in assenza di accento la pronuncia piana). Sulla [e] tonica esso assume anche un valore fonico: quello acuto [] indica un suono chiuso; quello grave [] indica un suono aperto.

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L'agricoltura, la meteorologia e l'anno

001 - Frevaretu u crtu u l' pgiu d'in trcu
Febbraietto il corto peggio di un turco
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002 - Chi v in bon ai in bon fav u semne de Frev
Chi vuole una buona raccolta di aglio e di fave, semini in febbraio
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003 - A marsu chi nu ha de s-carpe va des-causu, ma chi l'ha nu e lasce in c
A marzo chi non ha le scarpe pu andare scalzo, ma chi le ha non le lasci in casa
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004 - De sntu marsi nu ghe n' n bon
Di cento marzi non ce n' uno buono
[nel senso che di solito a marzo il tempo sempre brutto]
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005 - U primu d'avr se cujna ttu u d
Il primo di aprile si prende in giro tutto il giorno
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006 - Se nu cive u mese d'avr loch' nau u turna a mur
Se non piove il mese di aprile cosa nato torna a morire
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007 - D'avr a rouba a s'alansa l
Ad aprile i vestiti si buttano l [perch ormai iniziano le belle giornate]
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008 - San Giouspe frescirlu
San Giuseppe fritellaio [a S. Giuseppe si usavano fare i frescii (frittelle)]
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009 - Candu Pas-ca e San Marcu i fan mescira, ttu u mundu trebla
Quando Pasqua e San Marco (25 aprile) si mischiano, tutto il mondo soffre
[Era diceria che fosse un anno triste quello in cui le due festivit coincidevano]
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010 - Nu gh' ni magiu ni magiun che te fase cav u cutijn
variante: N magiu n magiun nu state a lev u pelisn
Non c' maggio, ne fine maggio che faccia togliere i vestiti pesanti
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011 - Magiu u porta l'asagiu, gignu cerixe au pgnu
Maggio porta l'assaggio, giugno ciliegie nel pugno
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012 - Magiu u l' acatau a pelicia a sa muj, e gignu u se ghe l' venda
Maggio ha comprato la pelliccia a sua moglie, e giugno se l' venduta
[a giugno infatti fa caldo e non serve pi]
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013 - Se u d du Segn San Giune, ttu u mundu u ciagne
Se il giorno del Corpus Domini il 24 giugno (S. Giovanni) tutto il mondo piange
[Era diceria che fosse un anno triste quello in cui le due festivit coincidevano]
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014 - Se i se semna a Sant'na i faixi i fan ancu a grna
variante: Fin a Sant'na u faix u f a grna
I fagioli seminati entro il 26 luglio (Sant'Anna) fanno ancora la semente
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015 - D'avutu seca u cutu
Ad agosto secca il cespuglio [per il caldo e la siccit]
variante: L'aiga d'avutu a refresca u cutu
La pioggia d'agosto rinfresca il cespuglio
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016 - A setmbre e fighe i pnde
A settembre i fichi pendono [perch diventano morbidi essendo maturi]
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017 - Da vendgna e da mescin chi nu brtu in pelandrn
Al tempo della vendemmia e della mietitura chi non sporco pigro
[essendo lavori dove ci si sporca facilmente chi non sporco non ha lavorato]
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018 - A San Martin u mutu u se f vin
A San Martino (11 novembre) in mosto diventa vino
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019 - A San Martin se tapa u vin
A San Martino si tappano (i recipienti che contengono) il vino
[poich ha terminato la fermentazione e non sviluppa pi gas]
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020 - [u fridu ] ai Santi u pasa in sci canti, e a en u l'intra in c
[il freddo] ai Santi "passa sui canti" (si sente nei punti esposti
alle correnti d'aria) e a gennaio entra nelle case
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021 - A Santa Catarina l'aigja a se fa brina
A Santa Caterina (25 novembre) la rugiada diventa brina
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022 - U tempu che fa a Santa Bibiana u fa pe carnta d e ina setemana
Il tempo che fa a S. Bibiana (2 dicembre) fa per 40 giorni e una settimana
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023 - Natale au s, Pas-ca au fgu
varianti:Natale au fgu, Pas-ca au s
Natale au barcn, Pas-ca au tisn
Natale al sole, Pasqua accanto al focolare [e viceversa]
Natale alla finestra e Pasqua davanti a un tizzone [focolare]
[Se a Natale il tempo bello, a Pasqua sar brutto / e viceversa]
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024 - A l'Epifania se semna a pumata tempura
All'Epifania si seminano i pomodori precoci
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025 - A San Batin [e giurnae i s'alonga] in'ura in pasu de can
A S.Sebastiano (20 gennaio) le giornate si allungano di un'ora e qualche minuto
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026 - A San Batin tte e gajine i fan
A S. Sebastiano (20 gennaio) tutte le galline fanno [le uova]
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027 - Nivure a pan, se nu cive anci cive deman
Nuvole a [forma di] pane, se non piove oggi piove domani
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028 - Loche pnde, rnde
Cosa pende, rende
[ad esempio il frutto dall'albero quando pronto per essere raccolto]
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029 - Candu u Tourgiu u l' u cabn, se nu cive anci cive deman
candu u l' a sentra aiga segra
Quando il [monte] Toraggio ha la capanna [di nuvole sulla vetta] se non
piove oggi piove domani e quando ha la cintura [di nuvole] acqua sicura
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030 - Candu a sima da Cruixe a l' u caplu, a te bagna e braghe fin au pumlu
Quando la vetta della Croce [un monte] ha il cappello [di nuvole]
ti bagna i pantaloni fino all'allacciatura
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031 - Candu l'aiga a vn da marina pia u magju e camina,
candu a vn da muntagna pia u magju e travaja
Quando la pioggia viene dal mare prendi il tridente e cammina (vai a casa)
quando viene dalla montagna prendi il tridente e lavora [perch durer poco]
ascolta
032 - Nivure fae a bui cive candu v
Nuvole a forma di secchio, piove quando vuole
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033 - Russra de sira bon tmpu se pra, russra de matin aiga vntu p camin
Rosso di sera buon tempo si spera, rosso di mattina pioggia e vento in arrivo
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034 - Candu a lna a nu p ttu blu f
Quando non c' la luna (luna nuova) tutto viene bene
Per i lavori agricoli (semina, potatura ecc.) si seguivano le fasi lunari
ma sembra non fosse necessario rispettarle nel momento del passaggio
dalla luna vecchia a quella nuova [quando la luna non si vede]
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035 - Aig mre nu se p
Innaffiare e macinare non si pu
[l'acqua usata per irrigare non pu far funzionare il frantoio]
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036 - Candu gh' u Levante, se nu cive u tmpu u l' in birbante
Quando c' il [vento da] Levante, se non piove il tempo un birbante
ascolta
037 - gia vegna, setemana perda
Quando arriva il gioved la settimana persa [ormai passata]
ascolta
038 - Vigne cae acativere fae
Vigne e case compratele [gi] fatte
[perch costruirle costa molta fatica]
ascolta
039 - Candu canta u ccu a sira gh' bagnau au matin gh' scitu
variante: Candu canta u ccu au matin gh' bagnau a sira gh' scitu
Quando canta il cuculo alla sera c' bagnato e al mattino c' asciutto
Quando canta il cuculo al mattino c' bagnato e alla sera c' asciutto
ascolta
040 - Se [u ccu] u nu canta ni de marsu ni d'avr se nu l' mortu u t pe mur
Se [il cuculo] non canta n in marzo n in aprile se non morto sta per morire
ascolta
041 - An d'rba, an de mrda
Annata d'erba, annata cattiva
[perch se c' molta erba vuol dire piovuto molto e i raccolti si sono rovinati]
ascolta
042 - Pume rundu, lavurame afundu, nu tame a d de leme,
ma asubcame u mi fjme
Potami tondo, zappami profondo, [per concimarmi]
non darmi letame, ma sotterrami il mio fogliame
[cos un tempo diceva la vite al contadino ...]
ascolta
043 - Sant'Antoniu gran fridra, San Lurnsu gran caudra,
l'n l'autru poncu dra
A Sant'Antonio (17 gennaio) grande freddo, a San Lorenzo (10 agosto)
grande caldo, ma entrambi durano poco
ascolta
044 - A Candelora de l'invrnu semu fora,
ma se cive o tira vntu dell'invernu semu drntu
Alla Candelora (2 febbraio) dall'inverno siamo fuori [l'inverno finito],
ma se piove o fa vento dall'inverno siamo dentro (l'inverno continua)
ascolta
045 - Tempu c fa cume v l
Il tempo e il sedere fanno come vogliono [non si possono comandare]
ascolta
046 - Tra marsu avr gh' poncu da f poncu da d
Tra marzo ed aprile c' poco da fare e poco da dire
[in tale periodo non c'erano molti lavori da fare in campagna]
ascolta
047 - A San Bertumi a veja a l' in pei
A San Bartolomeo (24 agosto) inizia la veglia (serale)
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048 - A San Bertumi s'arama i nuixi
A San Bartolomeo (24 agosto) si abbacchiano le noci (mandorle ecc.)
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049 - Nu te ralegr du bon tmpu de frev, che vegnir marsu ch'u ta far amareg
Non ti rallegrare del bel tempo di febbraio, che verr marzo che la far pagare
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050 - Candu a mra a se secola, v di che cive
Quando il mulo si scrolla, vuol dire che piove
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051 - L'iga tria a bagna a nu cria
La pioggia sottile bagna e non [grida] fa rumuore
ascolta
Di tutti i proverbi, quelli sopraelencati che riguardano l'agricoltura, la meteorologia e l'anno sono certamente i pi numerosi e i pi conosciuti; ma ce ne sarebbero ancora decine da dire, che purtroppo sono scomparsi e stanno scomparendo dalla cultura popolare di Soldano.
Nei tempi passati questi proverbi costituivano un vero e proprio patrimonio culturale, molto utile alle attivit agricole. L'agricoltore attraverso alcuni proverbi semplici e mnemonici ricordava, per esempio, i giorni pi opportuni alle semine (nn. 2, 14, 24), oppure il miglior modo per coltivare l'ulivo e la vite (n. 42), o faceva delle previsioni atmosferiche (nn. 21-23, 27, 29-33). Questi detti sono un po' tipici del paese di Soldano, in quanto sebbene alcuni esistessero anche nelle zone vicine, si riscontravano differenze nell'enunciato, dovute alla pronuncia, sia alle antiche credenze popolari che sostenevano tesi diverse a seconda della localit e del clima: ad esempio il n. 2 a Vallecrosia era cos enunciato: Chi v in bon ai in bon fav u semne de en (forse perch a Vallecrosia pi vicina al mare faceva un po' pi caldo e si poteva anticipare la semina).
In ogni caso tali proverbi si rivelano in maggiore o minor misura di una certa esattezza, tant' che sono ancora oggi minuziosamente osservati dai contadini pi anziani. Alcuni invece danno indicazioni di massima, certamente amplificate in una sorta di figurazione retorica e poetica (es. n. 22).
Da una analisi attenta, possibile inoltre verificare e ricostruire i tipi di coltivazioni in uso nel paese; si pu infatti facilmente notare una prevalenza della viticoltura e orticoltura rispetto ad altri tipi di coltivazioni.
Talvolta questi proverbi sono in contraddizione (n. 7 e n. 10), ma ci dovuto al fatto che non sono opera di una stessa persona, ma sono credenze nate nel corso dei secoli da diverse generazioni di contadini.
Da notare anche dal punto di vista formale, che non sempre abbiamo la rima, ma spesso troviamo l'assonanza (nn. 1, 13, 16).

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Le superstizioni e i pregiudizi

001 - Chi travja u d de l'Ascensiun, ghe va l'an in perdisiun
Chi lavora il giorno dell'Ascensione perde il raccolto [l'annata va in perdizione]
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002 - Cive lxe u s, e trie i fan l'am
Piove con il sole, le streghe fanno l'amore
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003 - Chi fa u primu de man, u l'arta cun e braghe in man
chi fa il primo di mano [il primo punto], resta con i pantaloni in mano [perde]
[era usato nei giochi, specialmente in quelli di carte]
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004 - Piemuntsi fausi e curtesi
Piemontesi falsi e cortesi
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005 - Chi se bagna d'avtu, nu beve ci de mutu
Chi si bagna ad agosto non beve pi il mosto
[ difficile dare un'interpretazione a questo proverbio, secondo il quale agosto
non un mese adatto ai bagni, poich si rischia di morire;
pertanto il detto da considerare mera superstizione]
ascolta
006 - Omu de casn, ladru pelandrn
Uomo che vive nelle casupole [di campagna], ladro e scansafatiche
ascolta
007 - Candu i pusi i se bagna i pi, a fin de l'anu i sun in tri
Quando gli sposi si bagnano i piedi (se piove il giorno del matrimonio)
alla fine dell'anno sono in tre
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008 - pusi bagnai, pusi afurtnai
Sposi bagnati, sposi fortunati (se piove il giorno del matrimonio)
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009 - Ni de Vene ni de Marte, ni se pusa ni se parte
N di venerd, n di marted, ci si sposa o si parte
ascolta
010 - Chi s-cra a butija, a fin de l'anu a ina fija
Chi finisce la bottiglia, alla fine dell'anno ha una figlia
[veniva detto dai bevitori di vino che, finendo di bere, auguravano il lieto evento]
ascolta
011 - Chi s-cra u fias-cu, a fin de l'anu a in mas-ciu
Chi finisce il fiasco, alla fine dell'anno ha un maschio
[veniva detto dai bevitori di vino che, finendo di bere, auguravano il lieto evento]
ascolta
012 - L'auriva benedta a crma vrda e seca
L'ulivo [pianta] benedetta brucia sia verde sia secca
[a differenza degli altri tipi di legna che bruciano bene solo quando sono secchi]
ascolta
013 - Barbarota de matin, ciacrn
Ragno al mattino, tristezza (cattivo presagio)
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014 - Barbarota de sira, bona nuvla
Ragno alla sera, buona novella
ascolta
015 - Sciscia l'aurja manca, parola santa, sciscia l'aurja drita, parola mar dita
Ronza l'orecchio sinistro, parola santa; ronza l'orecchio destro, parola maledetta
ascolta
016 - Mju nasce afurtnai che cu'a bursa au colu
Meglio nascere fortunati che ricchi [con la borsa appesa al collo]
ascolta
017 - Nu st a r du to veixin, che a tua l' pe camin
Non ridere [della disgrazia] del tuo vicino che la tua sta arrivando
ascolta
018 - F du bn a Giuan (Cecan ecc.) c'u te cagher in man
Fai del bene a Giovanni (o altro nome) e sarai mal ripagato
ascolta
019 - Ci me segnu ci lampa
Pi faccio il segno della Croce e pi aumentano i fulmini
[si paragona la vita al temporale, pi si prega e pi
le cose invece di migliorare peggiorano]
ascolta
020 - Chi va de nte porta e are cte
Chi va in giro di notte porta le "ali cotte" [finisce male]
ascolta
021 - I travaji fai de nte i se na van de d
I lavori fatti di notte se ne vanno [si dissolvono] di giorno
ascolta
022 - Se ti pisci int'e l'aiga a Madona u nu te ta a v pe tri d
Se fai la pip nell'acqua la Madonna non ti guarda per tre giorni
[detto ai bambini perch imparassero a rispettare l'acqua]
ascolta
Superstizioni e pregiudizi furono, e in gran parte sono ancor oggi, credenze dei pi vecchi paesani di Soldano.
In riferimento al proverbio n. 2, si potrebbe aprire in lungo discorso sul mito delle streghe e sulle arti magiche. Interrogando qualche anziano del paese, ci si sente dire che un tempo esistevano essere potenti che venivano genericamente individuati col nome di streghe.
Una cosa certa: i contadini credavano fermamente a tali forze soprannaturali, e sostenevano di averle viste in svariate circostanze, ma soltanto durante le ore notturne. Ora, stabilire quando e da chi abbia avuto origine il mito, certamente impresa difficile. Alcuni sostengono che queste persone, provate dalla dura vita della campagna e dall'inedia, fossero soggette a vere e proprie allucinazione; altri invece avanzano l'ipotesi che le streghe non fossero altro che alcuni degli stessi contadini, meno ingenui, travestiti con mantelli bianchi allo scopo di spaventare i pi sprovveduti, e strumentalizzarli cos secondo la loro volont. In ogni caso le streghe sono state motivo di terrore per intere generazioni di contadini, tanto da indurli a disertare certe zone dove si diceva si aggirassero (anche se mio padre sosteneva che le streghe erano sparite con la diffusione dei fucili a cartucce [che a differenza di quelli ad "avancarica" potevano essere usati e ricaricati rapidamente]).
Per quanto riguarda le arti magiche, da dire che nel paese venivano un tempo praticate; tuttavia ancor oggi sopravvive una di queste forme, che forse la pi comune nel campo della magia, ed quella del cosiddetto "colpo d'aria". Il cliente, avvertendo un dolore, si reca, o manda qualcuno, dalla maga chiedendo di toglierli il "colpo d'aria", e questa attraverso particolari procedimenti, del tutto estranei al corpo del paziente, riesce a scacciare il male.
Personalmente ricordo ancora mia nonna e mia bisnonna che toglievano il "colpo d'aria" e altri malanni facendo bollire l'acqua in un pentolino che veniva poi rivoltato in un catino, sul pentolino si mettevano due coltelli a formare una croce e sui coltelli alcuni grani di sale grosso. A questo punto si pronunciava una formula magica, l'acqua che era nel catino rientrava nel pentolino capovolto - questo passaggio mi stupiva sempre - e la persona per la quale si era eseguito il rito, anche se pu sembrare strano, generalmente guariva(1).
significativo che chi esercita la magia sia sempre la donna. A seguire queste forme di guarigione, sono solo i pi anziani, che scomparendo, porteranno con loro tutte le abitudini di una societ e di un'epoca ormai tramontata.


(1) F. AMALBERTI, Medici e medicina a Ventimiglia tra '400 e '500, in "Intemelion", 11 (2005), p. 12; G. PALMERO, "Che bla dna, che bla balda". "Ben te crsca la somda", L'uso del racconto di superstizione nell'estremo ponente ligure (fine Ottocento - primo Novecento), Ventimiglia 2002.

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L'amore e la famiglia

001 - Pin fa pin (variante: sca fa sca)
Da un pino nasce solo un altro pino (da una zucca nasce solo un'altra zucca)
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002 - Forsa de giuveni e cunsej de vji
Forza dei giovani e consigli dei vecchi
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003 - Done, purtn cantai tire a v de denai
Donne, fiscoli e stadre guardateli dal davanti
["fiscolo" = sacco circolare dove si mettono le olive macinate per pressarle]
ascolta
004 - Dona e mra fin ch'a dra
Donna e mulo fin che dura ...
ascolta
005 - Done, crave soume, "libera nos domine"
Donne, capre e somari "libera nos domine"
ascolta
006 - Done, fiji cai, nu ve n'imbarasai
Donne, bambini e cani, non occupatevene!
ascolta
007 - Done, fiji cagni, catighi de Diu Diu me ne delibere
Donne, bambini e grillitalpa castighi di Dio e Dio me ne liberi
ascolta
008 - E done i sun ble e bone, ma sria ina furtna se de mile ghe ne fuse na
Le donne sono belle e buone, ma sarebbe una fortuna se di mille ce ne fosse una
ascolta
009 - Fiji mrda, catigu de Diu
Bambini e merda, castigo di Dio
ascolta
010 - Chi dixe ttu a so mariu, de mrda va vestiu
A chi racconta tutto al marito (in casa) non rimane niente da gestire
ascolta
011 - In ca sua s'as-cauda u c a cua
Ognuno a casa propria ci si scalda il sedere e la coda
[A casa propria sta bene (ci si sente a proprio agio)]
ascolta
012 - Miu n de ci che n de mnu
Meglio uno in pi che uno in meno
[Meglio un figlio (non cercato) in arrivo che una persona che viene a mancare]
ascolta
013 - Chi ne un nu nescin
Chi ne ha uno non ha nessuno [riferito ai figli]
ascolta
014 - Fiji pecin, fastidi pecin, fiji grandi fastidi grandi
Bambini piccoli problemi piccoli, bambini grandi problemi grandi
ascolta
015 - n l' ina sciura, dui i se demura, tri ghra in pi
Uno un fiore, due si divertono, tre scatenano una "guerra" [riferito ai bambini]
ascolta
016 - Chi apita l'agitu di fiji ghe vn i corni longhi cume ai bi
A chi aspetta l'aiuto dai figli vengono corna lunghe come quelle dei buoi
[non bisogna aspettarsi l'aiuto dai figli]
ascolta
017 - In paire u l'alva 100 fiji e 100 fiji i nu sun boi a mantgne in paire
variante: Ina maire a cresce 100 fiji e 100 fiji i nu sun boi a asiste ina maire
Un padre alleva 100 figli e 100 figli non sono capaci di mantenere un padre
Una madre cresce 100 figli e 100 figli non sono capaci di assistere una madre
ascolta
018 - I fiji i sun di mai de ci, ma chi nu n' ne vuria av
I figli sono dei "mal di cuore", ma chi non ne ha ne vorrebbe avere
ascolta
019 - U se maria candu u campanin u f e sche
Si sposa quando il campanile fa le zucche
[In senso figurato, indica una persona che non si sposer mai]
ascolta
020 - Tira ci in perun de mussa che ina cubia de bi
Tira pi un pelo di ... donna che una coppia di buoi
ascolta
021 - A ci bla dona a d loch'a l'
La pi bella donna da ... cosa ha
ascolta
022 - Se semu mariai u stesu d, se ti pichi t picu sci mi
Ci siamo sposati lo stesso giorno, se mi picchi anch'io ti picchio
ascolta
023 - L mju in mariu maru che in frai bravo
meglio un marito cattivo che un fratello bravo
ascolta
024 - Mju in bon veixn che in bravu cuixn
Meglio buon vicino che un bravo cugino
ascolta
025 - Giancu brn tan pern
Bianco e bruno tanto ciascuno
[riferito ai figli che saranno trattati tutti allo stesso modo]
ascolta
026 - Chi nu bon p'u Re, mancu p'a muj
Chi non buono per il Re [viene riformato alla visita militare],
non lo neppure per prendere moglie
ascolta
027 - Chi s'asemja se pija
Chi si assomiglia si sposa
[Coloro che hanno caratteristiche affini, legando facilmente, si sposano]
ascolta
028 - Fiji cai cume ti l'ai abitai
Bambini e cani [si comportano] come li hai educati
ascolta
029 - Chi so fiju maria via, a sua c a vn un'utaria
Chi sposa il proprio figlio lontano si ritrova la casa trasformata in osteria
ascolta
030 - Madona nira, tempta gragnra
Suocera e nuora, tempesta e grandine
ascolta
031 - L'am l' ci forte c'u brusu
L'amore pi forte del "brusu" [formaggio piccante]
ascolta
032 - Se me taju u nasu me cara u sanghe in buca
Se mi taglio il naso mi cade il sangue in bocca
[Non dobbiamo parlar male dei familiari per non danneggiarci]
ascolta
033 - Ina bla famija a l'acumnsa cu'ina fija
Una bella famiglia inizia con una figlia
ascolta
034 - Candu e done i vn vjie i perde ogni vert,
a ple a se gh'areperisce a chitara a nu sona ci
Quando le donne diventano vecchie perdono ogni virt
la pelle si raggrinzisce e la "chitarra" non suona pi
ascolta
035 - Tra partur mur nu pasa mancu in f
Tra partorire e morire non passa neanche un filo
[Questo detto testimonia quanto fosse rischioso partorire]
ascolta
Particolare attenzione, nel commento dei proverbi sopraelencati. bisogna rivolgere alla figura femminile, e alla sua posizione di estrema inferiorit nei confronti dell'uomo, nella vecchia societ contadina.
Nell'ambito della famiglia, la donna ha il dovere di servire il marito, di sottostare a questo senza mezzi termini, e inoltre non deve assolutamente occuparsi di attivit economiche o affari; vi , infatti, la tendenza ad allontanare le donne da ogni tipo di vita che non sia casalinga.
La donna comunque un essere senza storia, che viene addirittura paragonata agli animali (nn. 4-7), e quasi viene acquistata dal maschio, che sta bene attento a concludere un buon affare (vedi n. 3, che paragona la figura della donna alle misure di peso che devono essere "controllate dal davanti" [con attenzione] per evitare di essere imbrogliati!).
Anche i figli, finch sono piccoli e non contribuiscono col loro lavoro alle sorti economiche della famiglia, vengono ignorati e ritenuti di solito fastidio al "capo" (nn. 7 e 9) che, come si fa con i cani, deve abituarli all'obbedienza (n. 28).
Da sottolineare ancora il vecchio pregiudizio del matrimonio tra giovani del paese, poich chi si sposa fuori, va soltanto incontro a fastidi (n. 29).

Inizio


Proverbi vari e modi di dire

001 - Int'a bute pecina gh' u vin bon
Nella botte piccola c' il vino buono
ascolta
002 - Omu da vin omu mes-chin
Uomo da vino [bevitore, ubriacone], uomo meschino
ascolta
003 - A fame a fa scirte u luvu d'int'a tana
La fame fa uscire il lupo dalla tana
ascolta
004 - Chi nu ne sava rn u n'a piju trnt'agni
Chi non ne sapeva niente ne ha preso [ stato condannato a] trent'anni
ascolta
005 - A cumudit a fa l'omu ladru
La comodit fa l'uomo ladro
ascolta
006 - Atu de man atu da viln
Atto di mano, atto da villano
ascolta
007 - Chi nu a tta a gambe
Chi non ha testa ha gambe
ascolta
008 - In mancansa de cavali i ani i trota
In mancanza di cavalli gli asini trottano
ascolta
009 - I soudi nu i mangia mancu e gajne
I soldi non li mangiano neppure le galline
ascolta
010 - Fta rmand, mentra rs-caud
Festa rimandata ( come una) minestra riscaldata
ascolta
011 - Beati i rtimi se i primi i sun unti
Beati gli ultimi se i primi sono onesti
ascolta
012 - Cive smpre unde bagnau
Piove sempre sul bagnato
ascolta
013 - Ttu loche lxe nu l' ouru
Tutto ci che luccica non oro
ascolta
014 - Mju in vu anci che ina gajna dmn
Meglio un uovo oggi che una gallina domani
ascolta
015 - U sonu l' u frai d'a morte
Il sonno il fratello della morte
ascolta
016 - Chi cumanda fa lge
Chi comanda fa la legge
ascolta
017 - L'ignransa a nu l' cumpata
L'ignoranza non compatita
ascolta
018 - Candu nu gh' u gatu i rati i bala
Quando non c' il gatto i topi ballano
ascolta
019 - Ina sciura a nu fa magiu
Un fiore non fa maggio
ascolta
020 - Ti vursci a bute cna a dona invriga
Vorresti la botte piena e la moglie ubriaca
ascolta
021 - Se a pasa a va
Se passa, va
ascolta
022 - "Se" l' u paire di cujsi
"Se" il padre degli stupidi
ascolta
023 - "Se", "se fuse" "se magara" i ira tri cujasi chi pitava l'aiga in t'ina giara
"Se", "se fossi" e "se magari" erano tre stupidi che pestavano l'acqua in una giara
ascolta
024 - O bn o rn
[Fare le cose] bene o niente [non farle]
ascolta
025 - Chi nu s'incla mancu se scila
Chi non si osa neppure si rallegra
ascolta
026 - Va ci a pratica che a granmatica
Conta pi la pratica che la grammatica
ascolta
027 - Chi s-campa ttu l'anu v tte e bone fete
Chi vive tutto l'anno vede tutte le buone feste [Chi vive a lungo vede tutto]
ascolta
028 - De l'aiga che nu ti ne vi beve ti te ne devi fa de bone pansae
Dell'acqua che non vuoi bere dovrai farne delle scorpacciate
[Delle cose che non vuoi fare sarai costretto a farne tantissime]
ascolta
029 - Chi nu ne v se s-cura a caa u pair
Chi non ne vuole pulisce il mestolo e la pentola
ascolta
030 - Sciurb e sciusci nu se p, infira l'aguja e fa l'am mancu
Sobrire e soffiare [contemporaneamente] non si pu,
infilare l'ago e fare l'amore neanche
ascolta
031 - Beve e p nu se p
Bere e sputare [contemporaneamente] non si pu
ascolta
032 - Au Soudn loche nu famu anci u famu deman
A Soldano cosa non facciamo oggi lo facciamo domani
[non abbiamo mai fretta di fare le cose]
ascolta
033 - Ciagni i morti e futi i vivi
Piangi i morti e fotti i vivi
ascolta
034 - L'aiga a va smpre int'a marina
L'acqua va sempre nel mare
ascolta
035 - A demn se ghe lascia u pan
A domani si lascia il pane (non i lavori)
ascolta
036 - Unde ci gajne ci merda
Dove ci sono pi galline c' pi merda
[Dove ci sono pi persone c' pi caos ecc.]
ascolta
037 - Diu ne libere dai pati lgi e dai pesi grvi
Dio ci liberi dai pasti leggeri e dai pesi gravi
ascolta
038 - Chi due lvre cacia, na a fge e l'autra a s-capa
Chi d la caccia a due lepri, una gli fugge e l'altra scappa
ascolta
039 - A fse m ghe va in mumntu, a gar ghe v du tmpu
Per farsi male basta un attimo, ma per guarire ci vuole molto tempo
ascolta
040 - U m u vn in carosa u se ne v a pi
Il male arriva in carrozza e se ne va a piedi
[Il male arriva veloce ma se ne va lentamente]
ascolta
041 - Chi su a rave nu mange pastisi
Chi abituato alle rape non mangi "pasticci" [non apprezza i cibi elaborati]
ascolta
042 - Prvi puli i nu sun mai savuli
Preti e polli non sono mai sazi
ascolta
043 - Paire "pia" u ta intu cuvntu pe da nu l' mai da tempu
Padre "prendi" abita in convento e quando c' da dare non mai pronto
ascolta
044 - Chi a din fa nave, chi nu n'a va a gard e crave
Chi ha i soldi fa "nave" (affari, carriera), chi non ne ha va a pascolare le capre
ascolta
045 - Mgiu mundu parla ma dell'autru mgiu
Mezzo mondo parla male dell'altro mezzo
ascolta
046 - Diu ne libere da troi lampi e da l'apetitu di mxicanti
Dio ci liberi da tuoni e lampi e dall'appetito dei musicanti
[considerati persone che si rimpinzavano a spese degli altri]
ascolta
047 - Mangi grat ttu l' acumens
Mangiare e grattarsi tutto sta nel cominciare
[poi si continua con facilit / poi difficile fermarsi]
ascolta
048 - Dai cagai e dai s-ciapai tine da lgni vui
variante: Cagai e s-ciapai a larga vui
Dai cacatori [chi fa la cacca] e dai spaccalegna statene lontano [alla larga]
[per l'odore o per il rischio di essere colpiti da qualche pezzo di legna]
ascolta
049 - Chi de pes-ca e cacia sa in giurnu u sauta l'autru u msa
Chi usa [vivere] di pesca e di caccia un giorno salta e l'altro rinuncia [al pasto]
ascolta
050 - Chi nu ciagne nu teta
Chi non piange [urla] non ha la poppata
[Chi non urla (non si fa sentire) non ottiene ci che vuole]
ascolta
051 - A cuita a nu va bn mancu intu cag
La fretta non va bene per nessuana cosa [neanche al gabinetto]
ascolta
052 - Tte e une i fan car a baransa
Anche i piccoli pesi (le "oncie") fanno scendere il piatto della bilancia
variante:
Tte e guce i fan cresce u vasu
Tutte le gocce fanno crescere il vaso
[Ogni piccola cosa conta nel risparmio]
ascolta
053 - Dopu in bon acampu vn in bon des-campu
Dopo una persona che ha accumulato avidamente denaro,
ne arriva una che lo sperpera
ascolta
054 - Dnti rairi furtuna spea
Chi ha i denti radi fortunato
ascolta
055 - Tti i tmpi i vn, bata apeitri
Tutti i tempi vengono, basta aspettare
[Se uno invecchia vede molte cose, basta aspettare]
ascolta
056 - Ttu vn a taju, cume e unge pe per l'aju
Tutto pu servire, come le unghie per sbucciare l'aglio
ascolta
057 - Candu a mrda a munta u scagnu, o c'a pua o c'a fa danu
Quando una persona meschina diventa importante,
o puzza [gli viene la puzza sotto il naso] oppure fa danni
ascolta
058 - Candu nu ghe n', sci a gixa a prde
Quando ci sono pochi soldi, anche la questua per la chiesa misera
variante: Candu ghe n', ghe n' pe tti; candu nu ghe n', fia a gixa a ciagne
Quando ce n', ce n' per tutti; quando non ce n' anche la chiesa piange
ascolta
059 - Da ina man trenta nu ne sciorte ma nu ne intra
Da una mano stretta non esce niente ma non entra niente
[Quando uno avaro non da niente ma non riceve niente]
ascolta
060 - L'une u va ci che u due
L'undici vale pi del dodici
[Qui si gioca sulla parola "une" che significa sia "undici" sia "ungere/oliare"]
ascolta
061 - Chi fa de sua teta paga de sua bursa
Chi fa di sua testa paga dalla sua borsa
[Chi vuol fare senza ascoltare consigli ne subisce le conseguenze]
ascolta
062 - Se a tte e mus-che ti ghe vi da ina pata a seira nu ti ai ci de mae
Se vuoi dare una "pacca" a tutte le mosche alla sera non hai pi le mani
[Bisogna lasciar perdere le piccole cose]
ascolta
063 - Se a tti i bausi ti ghe dai in causu va a fen che ti areti des-causu
Se dai un calcio a tutti i sassi finirai per restare scalzo
[Bisogna lasciar perdere le piccole cose]
ascolta
064 - A sun d'and a l'aiga u brocu u ghe lascia u manegu
A furia di andare a prendere l'acqua la brocca perde il manico
[Tanto va la brocca all'acqua che ci lascia il manico]
ascolta
065 - Tti i vuria vegn vji ma nescn vuria essiru
Tutti vorrebbero diventare vecchi ma nessuno vorrebbe esserlo
ascolta
066 - Chi nu gata mancu impara
Chi non rompe non impara
ascolta
067 - Ognn gira l'aiga au s sc
Ognuno gira [dirotta] l'acqua al [verso il] suo orto
ascolta
068 - Mju ina brta figra che ina maria vita
Meglio una brutta figura che una cattiva vita
[Quando una coppia non va d'accordo meglio una brutta figura che vivere male]
ascolta
069 - Chi a ci bon f fa ci bona tera
Chi a il filo migliore fa la tela migliore
[Chi pi bravo fa gli affari migliori]
ascolta
070 - De nuvlu ttu blu
Quando le cose sono nuove sono tutte belle
[All'inizio tutto sembra bello (in qualsiasi situazione della vita)]
ascolta
071 - Chi nu mangia au des-cu a mangiau de fres-cu
Chi non mangia a tavola ha mangiato da poco
ascolta
072 - Chi a c cena a prestu fau sna (chi l' d'acat u nu l' mai car)
Chi ha la casa piena [di generi alimentari] fa presto a preparare la cena
(per chi deve comprare non mai servita)
ascolta
073 - U caudu u fridu i rati i nu su mangia
Il caldo e il freddo non lo mangiano (tornano sempre)
ascolta
074 - Se tti i portese a cruixe in ciasa, i se pijeria turna a sua decursa
Se tutti portassero i problemi in piazza, ognuno riprenderebbe i propri di corsa
[perch quelli degli altri sono peggiori dei nostri]
ascolta
075 - U porcu netu nu l' mai grasu
Il maiale pulito non mai grasso
ascolta
076 - Besgna fa u pasu segundu a gamba
Bisogna fare il passo secondo la lunghezza della gamba
[Bisogna fare secondo le proprie possibilt]
ascolta
077 - Candu ti ai cuita fa cianin
Quando hai fretta fai con calma
[Perch facendo di corsa rischi di sbagliare e dover rifare il lavoro]
ascolta
078 - Chi d u so bn e in vita reta gh'anderia taijau a tta
A chi d i suoi beni e poi resta in vita andrebbe tagliata la testa
ascolta
079 - A prima gajna a cant l' chela che a fau l'vu
La prima gallina che canta quella che ha fatto l'uovo
ascolta
080 - Di cujsi in ciasa tti ghe ne vuria ma nescun di si
Tutti vorrebbero degli sciocchi in piazza [per canzonarli]
ma nessuno vorrebbe che fossero loro parenti
ascolta
081 - I autri i an fau potu a nui nui devamu fa potu ai autri
Gli altri hanno lasciato il posto a noi e noi dobbiamo lasciare il posto agli altri
ascolta
082 - Chi a vendu a perdu
Chi ha venduto a perso [i propri beni]
ascolta
083 - Carne c'a cresce a nu p ta snsa mesce
Carne che cresce [i bambini] non pu stare ferma
ascolta
084 - Mju fruta de s-carpe che di lensi
Meglio consumare le scarpe che le lenzuola [stare malati a letto]
ascolta
085 - Chi v fae, chi nu v cumande
Chi vuole faccia chi non vuole comandi
variante:
Chi v in bon messu su fasse da s stessu
[chi vuole che qualche lavoro sia fatto deve farlo da solo
perch ordinando a qualcuno di farlo probabilmente non sar fatto]
ascolta
086 - Ci che vji nu se p vegn
Pi che vecchi non si pu diventare
ascolta
087 - I auxli dau bcu fin i mire da fame
Gli uccelli dal "becco fine" (chi fa troppo il difficile) muoiono di fame
ascolta
088 - Se nu ti crepi int'a cna tti i d ti n'impari na
Se non muori nella culla (giovane) tutti i giorni impari qualcosa
ascolta
089 - A puira a l'a a cua chi a pija l' a sua
La paura ha la coda ed di chi la prende
ascolta
090 - Smpre bn a nu p and, ma mancu smpre m
Sempre bene non pu andare, ma neanche sempre male
ascolta
091 - Cun poncu se fa poncu, ma cun rn nu se fa rn
Con poco si fa poco, ma con niente non si fa niente
ascolta
092 - A caua d'in bel'arburu se ghe mire da fame
Ai piedi di un bell'albero si muore di fame
ascolta
093 - Turte fugasse chi ne v se ne fasse
Torte e focacce chi le vuole se le faccia
ascolta
094 - Se ti vi in bon veixin nu ta a rumpe u belin
Se vuoi un buon vicino non rompergli le scatole
ascolta
095 - Va ci n che sa che deixe che tudia
Vale pi uno che sa che dieci che studiano
ascolta
096 - Chi da nu fa ca
Chi da non fa casa
ascolta
097 - Pe rn nescun fa rn, mancu u can u cioca a cua
Per niente nessuna fa niente, neanche il cane muove la coda
ascolta
098 - A rassa a tirassa
La razza trascina
ascolta
099 - U dixe u recec loche nu p se nu taghe a cr
Dice lo scricciolo non credere alle cose impossibili
ascolta
100 - A lenga a nu l'a l'ossu ma a fa rumpe l'osso
La lingua non ha ossa ma fa rompere le ossa
ascolta
101 - Mju in anse vivu che in prufes mortu
Meglio un asino vivo che un professore morto
ascolta
102 - Fiji goti i nu sun mai tropi
I figli e i bicchieri [di vino] non sono mai troppi
ascolta
103 - De loche in c gh'amu ve damu
Di ci che in casa abbiamo vi diamo
[Il detto si basa sull'assonanza
c gh'amu=casa abbiamo e cagmu=cachiamo]
ascolta
104 - E parole i fan e giurnae crte
Le parole fanno le giornate corte
[Parlando si perde tempo e c' meno per lavorare]
ascolta
105 - U Segn u l'agita i richi, tantu i poveri i se l'agagna
Il Signore aiuta i ricchi, tanto i poveri se lo guadagnano [il paradiso]
ascolta
106 - Chi m intnde, maria riposta rnde
Chi capisce male d una cattiva risposta
ascolta
107 - A c l'ortu lasciatere pe cunfortu
La casa e l'orto lasciateli per conforto [della vecchiaia]
ascolta
108 - D'in c mia vegu in c di autri
Da casa mia vedo in casa degli altri
[I miei problemi sono uguali a quelli degli altri]
ascolta
109 - A tta a l' u meju da btia
La testa la parte migliore della bestia
ascolta
110 - Teta de crava, legnu de figu, invita l'amigu
Testa di capra, legno di fico, invita l'amico!
ascolta
111 - Due anciue au emin, aju, pursemu in po' de vin, pe f bis-c u veixn
Due acciughe a "zimino", aglio, prezzemolo e un po' di vino,
per far "desiderare" il vicino
ascolta
112 - Chi n' mangia, chi nu n' scibra
Chi ne ha [da mangiare] mangia, chi non ne ha fischia
ascolta
113 - Chi i dnti u nu l' u pan, chi u pan u nu l' ci i dnti
Chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha pi i denti
[Chi ha la forza per fare qualcosa spesso non ne ha la possibilit e quando finalmente avrebbe la possibilit non ha pi la forza (perch ormai vecchio)]
ascolta
114 - In soudu ch, in soudu l u s-cu u se ne v
Un soldo qui, un soldo l e lo scudo se ne v
[soldo e scudo sono antiche unit monetarie]
ascolta
115 - Ghe n' pe l'anse e pe chi u mena (e n'avansa ancu)
C'e n' abbastanza per l'asino e per chi lo conduce (e ne avanza ancora)
[Riferito ai problemi o ad altre situazioni]
ascolta
116 - I sun messe dite, vepi cantai
Sono messe gi dette, vespri gi cantati
[Riferito alle situazioni nelle quali non c' pi niente da fare]
ascolta
117 - tucu pitra u fa f bla figra, pitra tucu u tapa ttu
Stucco e pittura fanno fare bella figura, pittura e stucco tappano tutto
ascolta
118 - Chi nu vive cu'in pan, u nu vive mancu cun dui
Chi non vive con un pane, non vive neanche con due
ascolta
119 - Chi nu ne f, nu ne conta
Chi non ne f, non ne racconta
ascolta
120 - Se fuse in'induvin, nu seria mai ci mes-chin
Se fossi un indovino, non sarei mai pi meschino
ascolta
121 - A incanta tti i diavi i l'aganta
A cinquanta [anni] tutti i diavoli li colpiscono
[Dopo i cinquant'anni tutti i malanni li colpiscono]
ascolta
122 - Se candu ti intri in c nu ti porti rn e par i ciagne
Se ricasando non porti niente le pareti piangono
ascolta
123 - U fij bn alevau a sei mesi u ta asetau,
a nove mesi arembau a l'anu u camina
Il bambino bene allevato a sei mesi sta seduto,
a nove mesi sta in piedi (appoggiato) e a un anno cammina
ascolta
124 - Chi ama u santu feta fin da viria
Chi ama il santo fa festa gi alla vigilia
ascolta
125 - Sntu mesre in taju suru
Cento misure e un taglio solo [per le sarte]
ascolta
126 - Lasciamughe grbu
Lasciamoci "gerbido" (incolto)
[Nel senso di "Meglio non affrontare l'argomento"]
ascolta
127 - Nu t a mete u luvu in te crave
Non mettere il lupo in mezzo alle capre
[Non seminare zizzania]
ascolta
128 - tavouta u diavu u se f frate
Questa volta il diavolo si fa frate
ascolta
129 - U serca u rutu cume i magnin
Cerca il rotto come i calderai
[Cerca i guai come i calderai cercavano le pentole rotte]
ascolta
130 - Ti alansi e parole cume i ansi i peti
Lanci le parole come gli asini i peti [senza prima pensarci]
ascolta
131 - trentu int'u brenu, largu int'a farina
Stretto nella crusca e largo nella farina
[persona che risparmia sulle piccole cose e poi spreca quelle di valore]
ascolta
132 - U parla perch u l'a a lenga in buca
Parla perch ha la lingua in bocca
[persona che parla a sproposito]
ascolta
133 - Tropu bravu v di scmu
Troppo bravo vuol dire scemo
ascolta
134 - Miju mangi ina turta in tanti che ina mrda da suri
meglio mangiare una torta in tanti che una cacca da soli
ascolta
135 - Nu ti atrvi mancu l'aiga int'a marina
non trovi neanche l'acqua nel mare
[persona che non capace di trovare niente]
ascolta
136 - Chi mutra i soudi, mutra u c
Chi fa vedere i soldi fa vedere il sedere
ascolta
137 - Va ci ina ram che tante purghe
Un acquazzone vale pi di tante pioggerelline
ascolta
138 - Chi mangia mangia pe elu; chi travaja u nu sa pe chi
Chi mangia mangia per s; chi lavora non sa per chi
ascolta
139 - Chi nu s'inegna se nega
Chi non s'ingegna annega
ascolta
140 - Coua d a l' ci che venda
Cosa regalata pi che venduta
ascolta
141 - Ina man sura a serve pe pulise u c, pe tti i autri travaji ghe ne va due
Una mano sola serve per pulirsi il sedere (che l'unica cosa che non
si pu fare a due mani) per tutti gli altri lavori ne servono due
[Non si pu lavorare bene adoperando una sola mano]
ascolta
142 - E mae sun bone pe gratase u c
Le mani sono adatte per grattarsi il sedere
[Per lavorare servono gli attrezzi, non si pu lavorare a mani nude]
ascolta
143 - Loche ti vi fa d'asetu: nu ti pi mancu gratate u c
Cosa vuoi fare da seduto: non puoi neanche grattarti il sedere
[Non si pu lavorare restando seduti]
ascolta

Inizio


Domande e risposte

001 - D. Dunde ti vai? - R. Dun'on d'and
D. Dove vai? - R. Dove devo andare
ascolta
002 - D. Cum'a va? - R. Cume ina barca int'in bos-cu arenb a in pin
D. Come va? - R. Come una barca in un bosco appoggiata ad un pino
ascolta
003 - D. Ti si bon a camin de cursa? - R. Vate a s-cure
D. Sei capace a correre? - R. Rincorriti
ascolta
004 - D. Ti l'ai u cutlu? - R. Peraru
D. Ce l'hai il coltello - R. Sbuccialo
ascolta
005 - D. Che ura ? - R. L'ura de sira a st'ura, ni ci tardi, ni ci bon'ura
D. Che ora - R. L'ora di ieri a quest'ora, n pi tardi, n pi buon'ora
ascolta
006 - D. Ti ai fame? - R. Va a rap u leame
D. Hai fame? - R. Vai a raspare il letame
ascolta
007 - D. Ti ai s? - R. Va a lec u c ae f
D. Hai sete? - R. Vai a leccare il sedere alle pecore
ascolta
008 - D. Ti ai sonu? - R. Va a lec u c au nonu
D. Hai sonno? - R. Vai a leccare il sedere al nonno
ascolta
009 - D. Ti ai fridu? - R. Va a lec u c au migu
D. Hai freddo? - R. Vai a leccare il sedere al medico
ascolta
010 - D. Ti ai caudu? - R. Va a lec u c au Maulu
D. Hai caldo? - R. Vai a leccare il sedere a Mauro (u Maulu)
ascolta
011 - D. Loche? - R. Mi e fighe t e broche
D. Cosa? - R. Io i fichi e tu le "broche" [= rami di fico]
ascolta

Inizio


Filastrocche


La canzonatura
001 - Sangiaixn de l'rima prsa
porta Critu a la revrsa
prtaru bn, prtaru m
che in c du diavu ti gh'ai d'and
Sanbiagino dall'anima presa
porta Cristo a rovescio
portalo bene, portalo male
che in casa del diavolo devi andare
ascolta
002 - Valecrsa a p ina rsa:
da veixn in giouemn,
da luntan in tronsu de cn
Vallecrosia sembra una rosa:
da vicino un gelsomino,
da lontano uno sterco di cane
ascolta
003 - A Valebona u c u ghe trona,
u nasu u ghe cura,
oh brta scignra
A Vallebona il sedere gli tuona,
il naso gli cola
oh brutta signora
ascolta
004 - Au Bxe i sciaca e prxe
cu'a machina da cxe
A Buggio schiacciano le pulci
con la macchina da cucire
ascolta
005 - Au Burghtu
du carcgnu
i ne fan bachtu
A Borghetto
del calcagno
ne fanno scalino [ci si siedono]
ascolta
006 - Vrig longa
Liura runda
Dusaiga a fi
Campurusu caga
Apricale lungo
Isolabona rotonda
Dolceacqua in fiore
Camporosso "gabinetto"
ascolta
007 - Sangiaixn
braghe de lin
camixa ruta
cgate suta!
Sanbiagino
pantaloni di lino
camicia rotta
cgati addosso!
ascolta
008 - A Valebona
a carne a ghe p bona
i nu ne mangia perch i nu n'an
cusc s'a mangiamu nui
che semu du Soudn
A [quelli di] Vallebona
la carne sembra buona
non ne mangiano perch non ne hanno
cos ce la mangiamo noi
che siamo di Soldano
ascolta
009 - Preinaudu utu, utu
au Soudn "idedn, idedn"
San Giixu ghe ne fa marixu
Valecrsa a p ina rsa
Perinaldo alto, alto
a Soldano "idedn, idedn"
a San Biagio gli dispiace
Vallecrosia sembra una rosa
ascolta
010 - Au Seburca dai banchti in sci
i sun tti richi,
dai banchti in gi
in p ci poveri
A Seborga dagli scalini in s
sono tutti ricchi
dagli scalini in gi
un po' pi poveri
ascolta

Il gioco dei bambini
Fino agli anni '60 i ragazzini giocavano quasi esclusivamente all'aperto; i giochi erano la nina (rincorrersi: chi stava sotto doveva rincorrere gli altri finch riusciva a prenderne uno che andava sotto), il nascondino, la evuleta (La squadra ricevente poneva il primo elemento, in piedi, a ridosso di un muro, il secondo elemento piegava la schiena, cingendo i fianchi del primo e cos via fino a posizionare tutti i giocatori; a catena formata, uno alla volta i giocatori dell'altra squadra, eseguita la rincorsa, saltavano su quelli che "stavano sotto" poggiando le mani sull'ultima schiena e cercando di lasciando il maggior spazio agli altri saltatori. Lo scopo del gioco era: per i saltatori di far "cedere" i sottostanti e, per chi stava sotto, di far cadere i soprastanti, chi sbagliava andava sotto), il gioco della bandiera, i giochi con le biglie, le figurine, i tappi di bottiglia ecc.
Per formare le squadre, o decidere chi doveva iniziare era indispensabile fare una conta.
Quando i giocatori erano tanti si usava fare quella chiamata a la mn son (i partecipanti disposti in cerchio ognuno cominciava a vocalizzare il detto a la mnnnnnnnn son, facendo roteare le mani davanti al busto, quando il gruppo si sentiva formalmente accordato, sulla lunghezza della vocale "n", tenuta sospesa, dava termine al vocalizzo "son", gettando nel mezzo del cerchio la mano destra, voltata con il palmo verso l'alto o verso il basso; il direttore della conta valutando se fossero pi le palme in vista o quelle voltale, provvedeva a far allontanare dal cerchio quelle che risultavano in numero minore). Pre scegliere tra due giocatori la scelta pi pratica era il pari e dispari. uno dei due annunciava: pari, l'altro di conseguenza: dispari, ci si guardava negli occhi agitando per tre volte, davanti al viso, il pugno destro chiuso, dicendo bim, bum, bm. Al "bm" si gettava nel mezzo il pugno dal quale potevano fuoriuscire un certo numero di dita tese. Si contava il risultato fornito dalle dita tese e la parit o la disparit del numero ottenuto favoriva quello che l'aveva chiamata.
Una volta formate le squadre con la conta, o scelto chi doveva "stare sotto", iniziava il gioco vero e proprio, spesso accompagnato da filastrocche. Ad esempio la n. 11 era usata nel gioco del nascondino e veniva recitata da chi "stava sotto", che doveva contare fino a 30 intanto che gli altri correvano a nascondersi.
011 - Trnta, trntn ...
nu paresce ci nescin
ma caicn parescer
Trenta, trentuno ...
non si vede pi nessuno
ma qualcuno si vedr
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012 - Careghta d'ouru
d'ouru d'argntu
ch'a pesa cume u vntu
vntu ventn
cara gi dau mi barcun
Seggiolina d'oro
d'oro e d'argento
che pesa come il vento
vento ventone
scendi gi dalla mia finestra
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013 - Carlev l' mortu
invriagu cume in porcu
u l'a lasciau i si fiji
snsa daghe de ravii
Carnevale morto
ubriaco come un porco
ha lasciato i suoi figli
senza dar loro i ravioli
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014 - Trnta, carnta
ttu u mundu u canta
canta u galu, repnde a gajna
madama Tumaixna
cun tri capli in tta
a t da la fentra,
a muj du pesi
a l' in tu litu ch'a t m
Trenta, quaranta
tutto il mondo canta
canta il gallo, risponde la gallina
madama Tommasina
con tre cappelli in testa
sta alla finestra,
la moglie del farmacista
a letto che sta male
ascolta
015 - Cive purghna
i gati in ta marina
e done sute tra
i omi i fan a ghra
Piove pioviggina
i gatti nel mare
le donne sotto terra
gli uomini fanno la guerra
ascolta
016 - Aureita, purselta
iu buin, so cuixn
a gixta, u cander
u campanin, din din din ...
Orecchietta, farfallina
occhio furbo, suo cugino
la chiesetta, il candeliere
il campanile, din din din ...
ascolta
017 - Cigni r
pica a tta in ta bar
a bar a se dtpa
tti i auxli a mgia ciasa
Piangi e ridi
batti la testa nel barile
il barile si stappa
tutti gli uccelli in mezzo alla piazza
ascolta
018 - Lxanb
cara b
cara basu
che t'amasu
Lucciola
scendi gi
scendi bassa
che ti uccido
ascolta
019 - ji bxi, pan mufu
mi de t nu me fu
Occhi grigi, pane ammuffito
io di te non mi fido
ascolta
020 - Dame u mi fn
dame a mia paja
famu bataja
Dammi il mio fieno
dammi la mia paglia
facciamo battaglia
ascolta
021 - Gh'eira ina vouta in'omu
ch'u mangiava pan tomu
u l'a tirau ina cordeta
sciortiu una mrdeta
C'era una volta un uomo
che mangiava pane e toma
ha tirato una cordetta
uscita una cacchetta
ascolta
022 - n, dui, tri
pija l'ane d'in pi pi
pija a gajina d'in pa cua
tira, tira ch'a l' a tua
Uno, due, tre
prendi l'asino per i piedi
prendi la gallina per la coda
tira, tira che la tua
ascolta

Varie
023 - Candu e carse i caminern
snsa cavali
e done i purtrn
a crta cume i gali
l'ouru l'argntu u munter
trite e grame chi se ghe trver
Quando le carrozze cammineranno
senza cavalli
e le donne porteranno
la cresta come i galli
e l'oro e l'argento saliranno
triste e fortunato chi ci si trover
ascolta
024 - A San Ign
u l' piju muj,
A Santa Maria
u l' mand via,
San Giixu
ghe ne fava gi marixu
A Sant'Ignazio (1 febbraio)
ha preso moglie,
a Santa Maria (2 febbraio)
l'ha mandata via,
a San Biagio (3 febbraio)
gi gli dispiaceva
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025 - Sant'Ampliu benedtu
fi che mia fija a bale bn
se a bala bn ghe ne dagu in dujtu
se a nu bala bn
nu ghe dagu rn
Sant'Ampelio benedetto
fate che mia figlia balli bene
se balla bene gliene d una bottiglietta
se non balla bene
non le d niente
ascolta
026 - Cive, fa vntu, fa cativu tmpu
se mi fuse in c d'autri,
cume t che ti si in c mia,
pijera e gambe e me n'andera
Piove, c' vento, fa brutto tempo
se io fossi a casa d'altri,
come te che sei a casa mia,
prenderei le gambe e andrei via
ascolta
027 - Candu turte, candu grili,
candu ple de cunij,
candu couri snsa s,
candu ti devi saut
Quando torte, quando grilli,
quando pelle di conigli,
quando cavoli senza sale,
e quando devi saltare
ascolta
028 - Vga, scivga
(nome del bambino) u nu s'atrva
u s'atrver deman
cun in tocu de pan in man
pegau de merda de gagian
ghe faremu ahm ahm ahm<
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Voga, rivoga
(nome del bambino) non si trova
si trover domani
con un pezzo di pane in mano
spalmato di cacca di gabbiano
e ci faremo ahm ahm ahm
ascolta
029 - Bsa de b,
bsa de vaca,
ttu u m de (nome del bambino)
u se ne va in ciasa
Sterco di bue,
sterco di mucca,
tutto il male di (nome del bambino)
se ne va in piazza
ascolta
030 - Vagu in te l'ortu
gh'atrvu in gatu mortu
me ne piju in ampeta
me ne fasu ina trunbeta
Vado nell'orto
trovo un gatto morto
mi prendo una zampetta
mi faccio una trombetta
ascolta
Filastrocche delle dita della mano
pollice
indice
medio:
anulare:
mignolo:
u dixe che u l'a fame
u dixe che u nu n'a
u dixe andamu a aroub
u dixe che l' pecau
u dixe se fuse grandu
ghe seria gi andau
dice che ha fame
dice che non ne ha [fame]
dice andiamo a rubare
dice che peccato
dice se fossi grande
ci sarei gi andato
ascolta
mignolo:
anulare:
medio:
indice
pollice
diu vermelin
spusu d'anlu
longu da spa
sciaca peuji
vatene a c
dito mignolo
sposo d'anello
lungo da spada
schiaccia pidocchi
vattene a casa
ascolta

La filastrocca, pi del proverbio, perde la sua bellezza se solamente letta e non udita: essa infatti connessa in modo inscindibile ad un ritmo e ad una espressione che soltanto la viva voce del narratore paesano riesce a conferire.
Infatti, ad esempio, il narratore, mentre recita una filastrocca rivolta contro il paese vicino, imita la cadenza dialettale dello stesso, creando cos un effetto comico e canzonatorio.
Inoltre, nel testo stesso della composizione sono evidenziate le peculiarit linguistiche che caratterizzano il dialetto del paese che si vuol prendere in giro e che appaiono ridicole all'orecchio degli altri; nella n. 9, per esempio, viene rilevato, riguardo al dialetto di Soldano, la tipica andatura cantilenante del suo dialetto, attraverso l'espressione idedn idedn che ha un significato esclusivamente onomatopeico.
Vecchi rancori, dispute, rivalit campanilistiche, sono alla base di queste cantilene, con le quali si scagliano insulti e si mettono a nudo i difetti di un intero paese.
Vi sono poi alcune filastrocche che erano intonate dai bambini durante i giochi o per la conta, tra queste non tutte hanno un senso immediato, ma alcune sono di incerto significato, essendo state talvolta modificate attraverso le diverse generazioni di bambini.
Come i proverbi, anche le filastrocche solitamente presentano la rima, ma spesso si ricorre all'assonanza.

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